L’importanza dell’istruzione per il futuro del Paese – art. 33

Attraverso gli articoli 33 e 34 della Costituzione viene sancita la massima attenzione della Repubblica al tema dell’istruzione.

Oggi il sapere è il fulcro delle società moderne, possedere sapere consenta di essere liberi, esercitare i propri diritti nella società complessa dove ci troviamo. Ma possedere una quantità di sapere sempre più ampia è l’unica vera assicurazione che nell’arco della propria vita si possa avere lavoro e che il proprio Paese possa competere nell’economia internazionale.

Tuttavia l’Italia rimane il paese OCSE con il minor numero di laureati e con la maggiore disoccupazione tra di essi e la nostra industria è concentrata su produzioni poco innovative e su prodotti con un basso livello di conoscenza.

L’Italia continua ad investire poco in ricerca e innovazione, specialmente le aziende private, per cui malgrado continuiamo ad essere tra i primi posti al mondo per la qualità delle nostre ricerche non abbiamo le risorse e le possibilità per farne uno strumento di ricchezza.

Eppure l’Italia fa poco per l’istruzione e la formazione, per la ricerca, per il sapere. Dai continui tagli allo scarso impegno per eliminare gli abbandoni scolastici e per invogliare i giovani a prendere un titolo universitario, dalla nessuna attenzione a valorizzare il titolo di studio riconoscendo, anche economicamente, chi fa lavori che necessitano di un alto livello di istruzione.

Vogliamo discutere di istruzione e sapere, lontano dal merito della ennesima “riforma” o della circolare ministeriale, vogliamo aprire una riflessione più ampia sulle scelte strategiche del Paese, sulla necessità di maggiore istruzione sia come strumento di libertà individuale  sia come necessità irrinunciabile per costruire benessere diffuso.

Di questo vogliamo discuterne e ascoltare le opinioni dei partecipanti, aprire una discussione e una mobilitazione.

dei diritti e delle pene art 33

Articolo 33
L’arte e la scienza sono libere e libero ne è l’insegnamento.
La Repubblica detta le norme generali sull’istruzione ed istituisce scuole statali per tutti gli ordini e gradi.
Enti e privati hanno il diritto di istituire scuole ed istituti di educazione, senza oneri per lo Stato.
La legge, nel fissare i diritti e gli obblighi delle scuole non statali che chiedono la parità, deve assicurare ad esse piena libertà e ai loro alunni un trattamento scolastico equipollente a quello degli alunni di scuole statali.
E’ prescritto un esame di Stato per l’ammissione ai vari ordini e gradi di scuole o per la conclusione di essi e per l’abilitazione all’esercizio professionale.
Le istituzioni di alta cultura, università ed accademie, hanno il diritto di darsi ordinamenti autonomi nei limiti stabiliti dalle leggi dello Stato.

Articolo 34
La scuola è aperta a tutti.

L’istruzione inferiore, impartita per almeno otto anni, è obbligatoria e gratuita.

I capaci e meritevoli, anche se privi di mezzi, hanno diritto di raggiungere i gradi più alti degli studi.

La Repubblica rende effettivo questo diritto con borse di studio, assegni alle famiglie ed altre provvidenze, che devono essere attribuite per concorso.



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