Rappresaglia

Quando degli eserciti potenti e forti subiscono una sconfitta da parte di forze numericamente minori e meno attrezzate non si ritirano di buon ordine, non firmano rese. Comincia allora quello che viene riassunto nel detto “avvelenare i pozzi”, si procede con rappresaglie sulla popolazione, con aggressioni e vessazioni di ogni tipo verso gli inermi. Questo nel tentativo di dire:”non mi sto ritirando perché ho perso perché vedete come sono forte? Sto andando via di mia volontà perché non mi piacete e non vi considero”.

E’ un atteggiamento infantile ma è tipico delle più cocenti sconfitte, è successo con i nazisti in fuga dall’Italia, dalla Grecia e dalla russia; è successo con gli Stati Uniti che abbandonavano il Vietnam.

I grandi eserciti spesso possono perdere solo se diventano preda della violenza e della vendetta, come la Merkel e Hollande hanno fatto con la Tsipras. Essere più forte è una abilità da governare, esercitare la violenza non è l’opzione migliore nemmeno se ce lo si può permettere. Lo sanno bene gli Stati Uniti che tante sconfitte hanno raccolto quando lo hanno fatto, tante da modificare significativamente e positivamente le loro strategie militari.

La Merkel e l’eurogruppo (inteso come i paesi UE più oltranzisti dell’austerità) però non lo hanno capito, il loro uso del debito e della finanza come arma non convenzionale è aumentato fino alla comparsa di “bulli” di ogni tipo e di aggressioni verbali degne del peggior saloon del Texas.

D’altra parte la partita dell’eurogruppo è enorme e ora è persa.

Bisognava dare una sonora lezione a Tsipras e alla Grecia per spaventare a dovere gli spagnoli che votano in autunno e si cercherà di farlo. Finché c’è un pugno di ribelli in una zona periferica come la Grecia  si riesce a tollerare ma cosa succede se la Spagna cade in mano a Podemos e l’accerchiamento dell’ordoliberismo tedesco avviene da due fronti? Cosa succede se nasce e si afferma elettoralmente una sinistra esterna al PSE, ormai così bene ammaestrato, che non si può dipingere da “black blok” o comunisti ex-sovietici ma è una forza riformatrice capace di dialogare con gli USA e con la Russia in uno scacchiere più ampio? Anche la Spd ha il suo problema interno con una Linke, con la quale si rifiuta di fare qualsiasi alleanza, ma che ormai è al 15%.

L’eurogruppo, e tutta la compagnia di giro, addita Tsipras e Podemos come populista e incapace ma cosa è la Merkel se non populista? Un populismo che insegue il proprio elettorato fatto di medio-ricchi bavaresi e/o tedeschi che difendono nel totale egoismo il loro benessere fatto di prestiti facili ai paesi del sud europa ma garantiti ad ogni costo; fatto di un surplus economico fregandosene dei vincoli e dei trattati; fatto dell’allargamento ad est dove arrivano soldi UE e fabbriche Tedesche così da rendere competitivi i prodotti tedeschi; fatto dal guadagno dagli interessi tra gli stati europei. Per difendere tutto questo ogni arma è buona, dalla corruzione agli ex governanti greci alle forme di spionaggio nei confronti di altri politici europei, alle minacce.

Cosa succede con la Grecia

La Grecia ha vinto e con lei anche il fronte anti austerità. Ma ieri abbiamo assistito all’inizio della ritirata, un inizio dove vedremo rappresaglie di ogni genere, almeno fino a dopo le elezioni spagnole. L’obiettivo del PSE è quello di terrorizzare chiunque pensi che una sinistra fuori dal PSE sia possibile, almeno dal PSE attuale così sempre ben disposto a governare con la destra sullo stesso programma. Ma facendo così rafforzerà ancora di più Podemos, perché gli spagnoli vedranno che l’alternativa non è tra Socialisti e Popolari ma fuori di essi. L’obiettivo della Merkel è mantenere tranquilli quegli elettori Popolari tedeschi che guardano sempre più a destra per proteggere il proprio “giardino” dai barbari del Sud che gli vogliono togliere i loro risparmi. Abbiamo visto l’anticipo nelle elezioni finlandesi. Sono anni che li hanno convinti di questo. Hollande cerca di fare in modo che i francesi si convincano che fuori dal dualismo socialisti-popolari ci sono le porte dell’inferno in modo da indebolire la Le Pen. Infine Renzi che ha tutto l’interesse che Tsipras cada affinché possa dire, anche lui, che fuori da lui c’è l’inferno, soprattutto ora che FI sta facendo prove di dialogo con Salvini e a sinistra si è aperto un cantiere che ha raggiunto percentuali apprezzabili come con Pastorino in Liguria e vede molti dirigenti di prim’ordine del PD uscire per costruirlo.

Si apre una fase nella quale l’Eurogruppo, inteso come i paesi più ordoliberisti, si tengono insieme uno con l’altro correndo su un binario morto.

La guerra contro l’austerità non è vinta ma è stata vinta una di quelle battaglie che possono deciderne le sorti.

Ma le armi dell’eurogruppo sono spuntate, far uscire la grecia dall’euro costerebbe troppo e fargli pagare il debito è ormai palesamente impossibile. Tenteranno di mettere sotto torchio il governo greco e di conquistarsi il popolo con “aiuti umanitari” in modo da favorire i politici preferiti. Ma che Europa è mai questa nella quale i politici che siedono nel Consiglio di Europa possono determinare e condizionare così tanto le politiche interne dei paesi in modo da determinare chi vince o perde le elezioni?? E’ nato una sorta di direttorio che condiziona la propria conservazione determinando l’elezione dei suoi successori. Dov’è la democrazia??

La Grecia sta dimostrando di avere un governo con una capacità strategica enorme, le dimissioni di Varoufakis ne sono l’ennesimo esempio. In questo modo il governo greco si presenta in Europa in una configurazione che non  lascia alibi all’eurogruppo per fare un accordo.

L’Eurogruppo è sempre più isolato a livello internazionale poiché la crisi dell’area Euro è ormai un problema enorme per gli USA (che vedono anche la posizione geopolitica della Grecia), per la Russia (che vedrebbe di buon occhio il fallimento della Merkel e della sua espansione ad Est) e della CINA che in Grecia ha investito molto per avere una porta porta dentro l’Europa. Fino ad ora gli USA hanno ammonito ma lasciato fare, presto metteranno fine (credo) a questa ulteriore destabilizzazione politica ed economica del pianeta.

Cosa dovremmo fare

La responsabilità di questa crisi cade tutta sulla Germania, che ne ha tratto anche i maggiori profitti.

E allora cosa dovrebbero fare le forze che contrastano questo processo? Dovrebbero organizzare aiuti concreti per Syriza, in forma di aiuti umanitari, denaro, disponibilità e volontariato in modo che i prossimi messi di rappresaglia possano essere superati.

Dovrebbero organizzare iniziative di protesta e di opinione pubblica per denunciare le azioni di rappresaglia economica che verranno condotte contro la Grecia, azioni di solidarietà con il popolo Greco, proteste sotto le ambasciate Tedesca e Francese.

E’ il momento di rimboccarsi le maniche e far nascere il popolo europeo, un popolo che non ha nazioni e governi ma che insieme sa di poter rivendicare un ruolo nel pianeta e diviso di dover subire le regole della finanza senza democrazia.

n.b. gli articoli pubblicati non rappresentano necessariamente la posizione ufficiale di Giubbe Rosse ma sono occasioni di riflessione.






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