Partecipare o organizzare la politica – art. 49

Ci troviamo in un momento storico nel quale la crisi dei partiti e della partecipazione politica appare evidente.

Alle ultime elezioni regionali circa il 50% degli elettori non ha partecipato al voto, mentre movimenti apertamente di protesta hanno raccolto un consistente numero di voti. I partiti “istituzionali” appaiono non riuscire a dare rappresentanza alla maggioranza degli elettori con gravi rischi di tenuta democratica.

E’ dunque necessario ripensare le forme della partecipazione politica e della rappresentanza, dell’organizzazione della politica. solo attraverso forme organizzate della partecipazione politica e della democrazia è possibile portare a compimento una piena attuazione della Carta costituzionale.

Se le forme organizzative tradizionali dei partiti appaiono in crisi è evidente che le risposte dei movimenti di protesta non appaiono migliori, spesso tutte e due condizionati da forme di personalismo spropositato, da eccessi autoritarismo e autoreferenzialità. Il concetto di delega trasformato in cieco affidamento al leader che può disporre del suo mandato quasi illimitatamente fino a scadenza, con il rischio di poter cambiarsi le regole a suo piacimento.

Le forme organizzate della politica appaiono sempre più comitati elettorali che si mobilitano in occasione del voto, inseguendo la “pancia” del Paese, incapaci di anticipare e determinarne le trasformazioni, imprimere una visione e una direzione del futuro, leggere ed interpretare la crisi e le sue opportunità. Questo si esprime con limiti nella selezione politica, corruzione diffusa, comportamenti eticamente discutibili.

Ormai da molti anni abbiamo assistito ad una sostanziale distanza tra quanto promesso in campagna elettorale (e sul quale si è ottenuto il mandato elettorale) e quanto poi attuato una volta al potere. Nei fatti la democrazia è stata spesso distorta e condizionata.

Le scelte nazionali sono sempre più condizionate da luoghi sovranazionali (in particolare europei) dove la tecnoburocrazia pone vincoli e limiti che arrivano perfino ad impedire, nei fatti, che il partito di maggioranza possa attuare il suo programma.

In che modo ripensare il sistema di partecipazione politica nel XXI secolo?

Quale modelo di democrazia si sta determinando in Europa?

In che modo possono essere vincoli di programma e mandato che impediscano al leader eletto in una competizione elettorale di attuare politiche diverse da quelle presentate durante la campagna elettorale?

Di questo vogliamo discuterne e ascoltare le opinioni dei partecipanti, aprire una discussione.

art49 17 giugno






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