Articolo 13

dei diritti e delle pene

Art. 13.

La libertà personale è inviolabile.

Non è ammessa forma alcuna di detenzione, di ispezione o perquisizione personale, né qualsiasi altra restrizione della libertà personale, se non per atto motivato dell’Autorità giudiziaria e nei soli casi e modi previsti dalla legge.

In casi eccezionali di necessità ed urgenza, indicati tassativamente dalla legge, l’autorità di Pubblica sicurezza può adottare provvedimenti provvisori, che devono essere comunicati entro quarantotto ore all’Autorità giudiziaria e, se questa non li convalida nelle successive quarantotto ore, si intendono revocati e restano privi di ogni effetto.

È punita ogni violenza fisica e morale sulle persone comunque sottoposte a restrizioni di libertà.

La legge stabilisce i limiti massimi della carcerazione preventiva.

Riflessioni sulla Costituzione.
I diritti della persona e del cittadino, ottenuti con faticose conquiste e difesi con determinazione, costituiscono la base di ogni sistema democratico e di ogni carta costituzionale che a quei principi ha dato forma e sostanza. Ne discende che il tasso di civiltà di un paese si misura sul grado di rispetto di quei diritti e sulla loro precisa, puntuale, effettiva applicazione. Tutti gli aspetti che caratterizzano la vita di una società, da quello civile e culturale a quello economico e politico, sono strettamente connessi se non dipendenti dall’osservanza di quei principi, nella loro quotidiana declinazione.

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Essi occupano un ruolo di assoluta priorità: se i diritti sanciti non vengono adeguatamente e concretamente riconosciuti, nessun problema può essere efficacemente risolto e la vita del cittadino, la sua libera possibilità di scelta, verranno gravemente menomate. Le libertà personali, i diritti civili, la democrazia sono la base del nostro vivere civile e del benessere economico, giacché ormai è noto che senza di esse le società di impoveriscono e si assiste ad un progressivo decadimento.

L’effettiva rispondenza tra quanto sancito dalla Carta e quanto presente costituisce quindi il primo dovere per chi intenda riformare e migliorare il sistema sociale.

Nel nostro paese si deve con rammarico constatare che ancora persistono le mancanze, le parzialità, se non l’aperta negazione di quei principi. In un momento in cui si palesa e si attua l’intento di intervenire anche in maniera massiccia su quella struttura, è forse necessario interrogarci se quelle norme siano state e siano attuate nella loro sostanziale interezza. Per rafforzare quei cambiamenti o aggiornamenti che l’evoluzione sociale opportunamente richiede, è necessario potenziare quel capitale di civile umanità che essa racchiude.
Richiamare con forza l’attenzione su quei diritti inalienabili che l’uomo e il cittadino possiedono e di cui devono con pienezza fruire, è forse oggi lo strumento essenziale per risvegliare quella partecipazione attiva consapevole, critica e responsabile che forse troppi hanno accantonato. Per questo motivo, come Giubberosse, abbiamo deciso di dedicare il nuovo ciclo di incontri all’esame di alcuni articoli, quelli ritenuti fondanti della nostra Costituzione, per misurare ed esplicitare il divario tra quanto chiaramente stabilito e quanto concretamente realizzato aldilà di una mera trattazione teorica.
Intendiamo spostare l’attenzione dal piano puramente giuridico formale alla sua concreta applicazione, alla costituzione materiale. Intendiamo far rivivere la Costituzione a partire dai bisogni dei cittadini, dai principi disattesi, dalla necessità di attualizzarli sulla base dell’oggi.
Convinti che, in uno stato autenticamente laico e democratico, solo la completa affermazione dei diritti civili possa consentire quella crescita culturale, umana e politica che tutti noi vogliamo contribuire a realizzare

Cominciamo Mercoledì 3 Giugno discutendo dell’Art. 13



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